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La Conservazione
Sostitutiva e la Fatturazione
Elettronica, peraltro
strettamente legate,
rappresentano due elementi molto
importanti dell’intero processo
di digitalizzazione/dematerializzazione.
Un recentissimo
Osservatorio della School of
Management del Politecnico di
Milano ha stimato i vantaggi
ottenibili adottando progetti di
integrazione e
dematerializzazione del ciclo
dell’ordine (ordine, consegna,
fatturazione,
pagamento/incasso): la completa
digitalizzazione, e conseguente
integrazione, del processo può
portare vantaggi alle parti
coinvolte che vanno da poco più
del 65% circa fino ad oltre
l’80% in funzione del settore
preso in esame.
Queste stime
tengono conto sia della
riduzione dei costi conseguenti
all’aumento di produttività sia
dal miglioramento
dell’accuratezza dei processi,
trascurando in questa fase,
anche se in molti casi ritenuti
rilevanti, i benefici derivanti
dalla riduzione del tempo
complessivo di esecuzione dei
processi.
Ulteriori
vantaggi per le imprese possono
derivare dall’ottimizzazione
della gestione del proprio cash
flow, sfruttando le potenzialità
di integrazione tra il ciclo
commerciale/logistico/amministrativo
e quello finanziario (financial
value chain), attraverso i
servizi del CBI - Corporate
Banking Interbancario. Tra
questi servizi sono la
veicolazione delle fatture
elettroniche, e dei relativi
riferimenti aziendali,
all’interno delle disposizioni
di incasso/pagamento ai fini
della riconciliazione contabile
automatica (ad oggi sono
collegati al CBI oltre 600.000
imprese utenti attraverso le
circa 690 banche associate ed i
numeri sono in aumento) .
Il quadro
normativo relativo all’emissione
e/o conservazione digitale dei
documenti contabili e fiscali
(la parte preponderante dei
documenti da digitalizzare) è,
oggi, se non proprio completo
tale da consentire una
operatività senza rischi reali,
o presunti/temuti, derivanti da
erronea interpretazione, o
scarsa chiarezza, delle norme.
Dopo l’emissione
del noto Decreto del Ministro
dell’economia e finanze del 23
gennaio 2004 - che ha posto le
basi per la creazione e gestione
digitale dei documenti rilevanti
ai fini tributari - e del
Decreto Legislativo n° 52 del
2004 - che ha introdotto la
fatturazione elettronica nel
nostro ordinamento - l’Agenzia
delle entrate ha diffuso
importanti chiarimenti
attraverso le due circolari 45/E
del 2005 e 36/E del 2006: la
prima sulla fatturazione
elettronica e la seconda sulla
conservazione sostitutiva della
documentazione rilevante ai fini
tributari.
La seconda, in
particolare, ha definitivamente
chiarito alcuni passaggi
fondamentali della normativa che
stavano creando non poche
difficoltà interpretative.
Ciò ha eliminato
uno dei principali ostacoli
all’adozione di processi di
dematerializzazione in seno alle
aziende che, se da un lato
avevano perplessità sulle
tecnologie da adottare, sui
costi relativi e sull’impatto
dell’inevitabile revisione dei
processi aziendali interessati
dall’altro avevano difficoltà a
valutare i vantaggi derivanti
dalla loro adozione, riversavano
sulla complessità del quadro
normativo - con le sue zone
d’ombra ed incongruenze – la
responsabilità del loro
immobilismo in materia.
È, dunque, il
momento di fare un punto “conclusivo”
della normativa coinvolta nei
processi di Conservazione
Conservative e di Fatturazione
Elettronica per fugare ogni
eventuale dubbio residuo ed
evidenziare quanto ancora (non
essenziale ai fini operativi)
resta da fare.
Dopo aver ascoltato
testimonianze qualificate, sarà
questo il compito di un gruppo
di riconosciuti esperti di tutte
le discipline coinvolte.
Quanto sopra vuoi
a favore di chi in azienda deve
prendere decisioni in merito e
di quei fornitori che stanno
iniziando ad investire in questo
mercato. |