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Nel
2006 il totale delle
informazioni digitali (create e
duplicate) disponibili ha
raggiunto i 161 Exabyte.
Dal 2003 le
informazioni digitali
disponibili crescono con un
tasso composto annuo del 57% per
arrivare a 988 Exabyte nel 2010
(oltre sei volte quelle del
2006).
Ne quadriennio
precedente (1998-2002) queste
erano cresciute con un tasso
composto annuo di “solo” il 22%.
Benché nel 2010
il 70% dell’universo digitale
sarà generato da individui,
saranno le organizzazioni ad
avere la responsabilità
(sicurezza, riservatezza,
affidabilità/attendibilità,
conformità alle norme in
materia) di almeno l’85% delle
informazioni disponibili.
I dati non
strutturati (quali e-mail,
pagine web,voci e video),
inoltre, costituiscono l’80%
delle informazioni aziendali.
A fine 2005 i
dati non strutturati erano
cresciuti, nell’ultimo
quadriennio, con un tasso annuo
composto del 92% (Enterprise
Storage Group); questa crescita
dipende molto del settore
d’industria considerato e varia
con tassi annui che vanno dal
65% al 200% (la maggiore
crescita di dati non strutturati
si ha nei settori
Media-Entertainment, Sanità e
Finance).
Non meraviglia,
dunque, l’interesse per gli
strumenti (insiemi complessi di
funzionalità Hardware e
Software) per poter contenere,
conservare e rendere disponibili
all’occorrenza i documenti e
contenuti digitali.
Una gestione
efficace dei processi nei quali
questi ultimi intervengono è,
inoltre, realisticamente
possibile se essi sono
accessibili sul
supporto/strumento che meglio si
adatta alle loro
caratteristiche, allo specifico
momento del loro "Ciclo di Vita"
ed alle loro esigenze di
gestione e fruizione.
In particolare in
una situazione come l’attuale
che vede una forte crescita
della “quantità” dei dati, del
loro “valore” e dei GB/TB
disponibili a contenerli, è
importante
-
la presenza
di opportune misure che
consentano l’accesso alle
informazioni solo a chi ne
ha la necessità
-
l’esigenza di
garantirne la disponibilità
(il più delle volte 24h su
24 per 7 giorni la
settimana) e l’accesso
indipendentemente da dove ci
si trovi (è sempre più
frequente, ad esempio, dover
accedere alle informazioni
dal di fuori dell’azienda)
-
la
disponibilità di opportuni
livelli di ridondanza
-
la presenza
di efficaci ed adeguate
misure di back up recovery e
disaster recovery
-
il
soddisfacimento delle
esigenze di conservazione
nel lungo periodo, con
conseguenti problemi di
leggibilità, scalabilità e
di compatibilità
-
il poter
mantenere la facilità di
accesso ai contenuti, anche
se la capienza e la quantità
di informazioni divengono
sempre più elevate (si pensi
ad, esempio, al mondo della
sanità, alle attività di
progettazione, alla
fruizione e conservazione di
Beni Culturali e a tutte le
applicazioni che fanno uso
di “Rich Media”, …).
La Tavola Rotonda
ha l’obiettivo di proporre
soluzioni pratiche e
perseguibili alle esigenze
appena proposte e di indirizzare
gli strumenti, le modalità ed i
processi atti a garantire, per
quanto concerne i supporti di
registrazione, la conservazione
delle informazioni digitali nel
lungo periodo.
Alla discussione
parteciperanno operatori quali
EMC2, Hitachi, HP,
IBM, Network Appliance,
Terasystem e SUN che rappresentano
circa il 75% del mercato
mondiale dei sistemi a dischi
esterni.
OMAT si avvale
della partnership scientifica di
SNIA (Storage Networking
Industry Association)
l’Associazione pre-competitiva
degli operatori del settore
Storage e della presenza di una
rappresentanza molto
significativa dell’offerta.
161
Exabyte
di informazioni digitali
corrispondono al
contenuto di una
quantità di libri che,
se messi uno sopra
l’altro, coprirebbero
circa dodici volte la
distanza tra la Terra e
il Sole
1 exabyte = un
numero di caratteri
eguale a 1 seguito da 18
zeri ossia
1.000.000.000.000.000.000,
(o più precisamente
1.152.921.504.606.846.976
byte)
Elaborazione di dati
dell’ Università di
Berkeley – CA (2003) e
di IDC per EMC
Corporation (2007)
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