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Di cosa si parla
Nell’ultimo decennio i costi sanitari sono
cresciuti, secondo OCSE, del 50% in Francia,
oltre il 50% in Germania, dell’80% in Gran
Bretagna ed oltre il 90% in Spagna, ... in
Italia si è superato il 70% che si traduce in
una crescita equivalente a 1,5 punti percentuali
del PIL e che rappresenta circa il 4% delle
spese globali della Pubblica Amministrazione.
Un importante contributo alla realizzazione del
desiderato salto di qualità nell’organizzazione
dei sistemi sanitari (che sta rasentando il
limite dell’insostenibilità), se non del Sistema
Sanitario nel suo insieme, può venire da un
efficace impiego delle Tecnologie
dell’Informazione e della Comunicazione.
Fino ad oggi a rallentarne l’adozione sono state
da un lato la frammentazione dell’autonomia
decisionale, dall’altro il relativo scarso
impiego di software nei processi “core”.
Altra conseguenza di tali premesse è una
situazione caratterizzata da sistemi differenti
e poco omogenei, vuoi in termini applicativi
vuoi di piattaforma.
Anche la Sanità, però non sfugge all’overdose di
informazioni digitali, caratteristica di questo
nostro periodo storico.
Le informazioni disponibili e/o prodotte in
Sanità, siano amministrative o specificatamente
mediche, si prevede, peraltro, che crescano in
modo superiore che non negli altri settori.
Oltre ai dati di carattere amministrativo e a
quelli legati ai Servizi Sanitari in genere,
sono dati in formato digitale (o di loro si vuol
disporre in tale forma) e come tali si devono
gestire, interpretare, utilizzare in modo
corretto ed efficace nonché conservare: Immagini
Radiologiche e simili, risultati di Analisi di
laboratorio, informazioni generate da
applicazioni basate su tecnologia RFID, Cartelle
Cliniche, Fascicolo del Paziente, ed altri
ancora.
Il maggior impiego delle Tecnologie
dell’Informazione e della Comunicazione
coinvolge non solo i tradizionali ambienti
operativi (strutture ospedaliere), ma si estende
all’intero mondo circostante come ai medici di
famiglia e specialisti, alle farmacie, alla
distribuzione dei farmaci e alle società
farmaceutiche, ai pazienti, alle strutture di
ricerca e supporto e a tutti gli altri operatori
sanitari.
Quest’evoluzione, che potrà avere nella
fascicolo Elettronico del paziente uno dei suoi
punti cardine, dovrebbe portare anche a fenomeni
quali la maggior facilità d’accesso ai servizi
sanitari, la de-ospedalizzazione e l’assistenza
domiciliare. Non sono, poi, da trascurare i
vantaggi derivanti dalle applicazioni di
prossimità che, con un opportuna combinazione di
strumentazione portatile e tecnologie wireless
consentono, di acquisire e restituire le
informazioni la dove nascono e/o dove devono
essere impiegate (vicino al paziente), in forma,
peraltro, il più possibile facilmente
interpretabile.
Anche l’impiego di tecnologie RFID per
identificare, tracciare e rintracciare prodotti
farmaceutici, pazienti, sacche di plasma ed
altro ancora oltre a contare già su concrete
applicazioni fa intravedere grosse potenzialità.
Il percorso non è breve, ma vi sono già
esperienze che affrontano, ad esempio: la
Prescrizione Elettronica, la Cartella Clinica
Informatizzata, la Telemedicina[i], il Farmaco
Monodose, ….
La domanda, in conclusione, si sta chiaramente
ed inevitabilmente indirizzando verso soluzioni
sempre più integrate con esigenze di
inter-operabilità e di condivisione dei molti
dati disponibili.
La Tavola Rotonda è stata organizzata per
offrire ai partecipanti, con il contributo di
autorevoli e qualificati Oratori, un quadro
aggiornato dei più interessanti impieghi delle
Tecnologie dell’informazione e della
Comunicazione in ambito Sanitario con
particolare enfasi ai vantaggi di un efficace
impiego e trattamento dei contenuti digitali.
La discussione finale sarà indirizzata in
particolare su:
indicazioni e percorsi per innovare;
riflessioni su cosa è stato fatto, cosa si può
e cosa si deve ancora fare;
come si può arrivare, sia pure nel complesso
quadro delle responsabilità attuali, a sistemi
sanitari interoperabili;
come la normativa è al servizio degli
obiettivi della gestione contenuti in sanità e
come può essere migliorata.
[i] L’importanza di questo modello di assistenza
sanitaria appare evidente se si considera che
l’Italia è il Paese “più vecchio del mondo” con
il 24,5% della popolazione con oltre 60 anni ed
una aspettativa di vita di 77,2 anni per gli
uomini e di ben 83,6 anni perle donne. |