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ADOBE, MICROSOFT E
ASSOCIAZIONE PLIO ATTORNO ALLO STESSO TAVOLO PER DISCUTERE DI
ESIGENZE DI INTEROPERABILITA' E CONSERVAZIONE NEL LUNGO PERIODO
L’incontro avrà luogo
a Milano il 2 aprile nel corso di OMAT, l’evento dedicato alla
gestione elettronica di documenti e informazioni
Milano, 19 marzo 2008 - Un avvenimento che molti aspettano da
tempo avrà luogo nel corso di OMAT Milano 2008, e precisamente nella
sessione “La sopravvivenza delle informazioni di domani dipende dal
formato di oggi” (www.omat360.com/milano2008/07_Formato.htm).
Finalmente, Adobe, Microsoft e Associazione PLIO, come
rappresentante della comunità open source, riuniti allo stesso
tavolo per parlare di standard e interoperabilità insieme ai massimi
esperti del settore. La partecipazione è gratuita previa iscrizione
su
www.omat360.it/iscrizione.
Dopo una prima introduzione sulla certificazione dei formati
standard e una seconda sull'importanza dell'interoperabilità, Adobe
parlerà del PDF, standard ISO/IEC, Microsoft parlerà di OOXML,
standard ECMA, e l'Associazione PLIO parlerà di ODF, standard
ISO/IEC. L'obiettivo è quello di spiegare agli utenti - utilizzando
un linguaggio accessibile anche per i non addetti ai lavori - perché
è importante che i formati crescano e si evolvano secondo le
esigenze di interoperabilità espresse dal mercato.
Il Vocabolario dei Termini Fondamentali dell'Information Technology,
redatto da ISO (International Standards Organization) e IEC (International
Electrotechnical Commission), definisce l'interoperabilità come "la
capacità di comunicare, eseguire programmi, o trasferire dati tra
diverse unità funzionali in modo tale da non richiedere all'utente
che una minima o addirittura nessuna conoscenza delle
caratteristiche di queste unità". Trasferendo questa definizione
nell'ambito del software, l'interoperabilità è costituita dalle
funzionalità dei software applicativi che permettono di scambiare
dati attraverso un insieme comune di formati di scambio, di leggere
e scrivere gli stessi formati, e di utilizzare gli stessi
protocolli. La mancanza di interoperabilità può derivare quindi da
una scarsa attenzione nei confronti della standardizzazione durante
la progettazione e lo sviluppo di un programma.
L'interoperabilità può avere conseguenze economiche importanti. Per
esempio, se i prodotti di due aziende concorrenti non sono
interoperabili - per cause diverse, come i brevetti sui software, i
segreti industriali o l'assenza di coordinamento - il risultato può
essere una posizione di monopolio da parte dell'azienda più forte,
ed è per questo che i governi - sia centrali che locali - e gli enti
pubblici sono tra i maggiori sostenitori dell'interoperabilità e dei
formati standard. Ed è proprio del processo di standardizzazione
come presupposto per l'interoperabilità trasparente tra i documenti
che vuole parlare il seminario, che - per la prima volta a livello
mondiale - mette intorno allo stesso tavolo Adobe, Microsoft e la
comunità open source - rappresentata dall'Associazione PLIO,
Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org - per discutere in modo
costruttivo di quello che si può fare per andare incontro alle
esigenze degli utenti. Semplificando in modo estremo, è il primo
passo verso la scomparsa del comando "salva col nome...", che spesso
- e da troppi utenti - è stato utilizzato per modificare il formato
più che il nome del documento.
Per maggiori informazioni e per iscriversi a OMAT, si rimanda al
sito Internet
www.omat360.it/milano2008.
Comunicazione e
ufficio stampa
Stefano Foresti
ITER
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